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Truffatori a spasso per Varigotti?

Quattro chiacchiere sulle ultime notizie da Varigotti, le problematiche attuali, e i nuovi lavori

| 12 gen 2008 16:33

Vi racconto quanto accaduto a mia nonna ieri mattina 11 gennaio 2008 a Varigotti.

Ho scelto di raccontare questa storia per informare la cittadinanza e per evitare che altre persone possano diventare vittime di situazioni così spiacevoli.

Un fatto particolare se non altro perché a leggere questo racconto l’unica cosa pertinente che viene in mente è che si tratta di un tentativo di truffa andato per fortuna male. A uno scherzo o a un equivoco non credo proprio. Giudicate voi.

Ieri mattina mia nonna è scesa alla fermata dell’autobus davanti all’Hotel Saraceno ed è stata avvicinata da un ragazzo fermo lì con la sua automobile di un colore non precisato ma comunque chiaro.
Il ragazzo si è presentato a mia nonna con il nome di Alessandro, sostenendo di essere un mio amico (“sono un amico di suo nipote Tobia”) al quale io avrei chiesto il favore di andare da mia nonna per chiederle dei soldi.

Lo strano personaggio sostiene che io gli avrei chiesto di andare da mia nonna per farmi prestare 3300 euro come importo da pagare da pagare a un automobilista con il quale poche ore prima avrei fatto un incidente in macchina sulla Genova -Ventimiglia.

Mia nonna al primo momento si spaventa ma al tempo stesso gli risponde che è strano che io mi trovi in Liguria visto che in settimana sono sempre a Milano anche se per un momento accetta il fatto che io potessi essere venuto giù a Varigotti per farle una sorpresa.

Alessandro aggiunge di aver provato a cercarla a casa. Per questo le pone alcune domande se vive da sola o con qualcun altro a cui mia nonna, sempre più insospettita, risponde in modo vago senza fornire informazioni accurate.

Il ragazzo insiste fornendo altri dettagli sul finto incidente avvertendola che comunque io stavo bene e che non potevo chiamarla perchè avevo il cellulare rotto. Voleva 3300 euro.

Perplessa e preoccupata, mia nonna allora reagisce chiedendo ad Alessandro di metterla in comunicazione con me perchè la storia non la convinceva più di tanto. Questo prima rifiuta dopodichè chiama con il suo cellulare la persona che sarei, secondo lui, dovuto essere io.

Così dall’altra parte risponde un altro ragazzo che si presenta con il mio nome salutando mia nonna come se niente fosse per fargli credere di essere suo nipote

(inutile dire che io non mi sono mai mosso da Milano…)

Mia nonna non ci casca (la mia erre moscia è unica!! :cool: ) e avverte il ragazzo che la persona con cui sta parlando non sono io. Così per completare la scenetta, Alessandro si scusa, dichiarando che probabilmente si è trattato di un equivoco perché pensava di parlare con la nonna di un certo Tobia Molinari. Il ragazzo sale in macchina e se ne va.

Mia nonna è tornata poi a casa e ha chiamato prima me e poi ha avvertito i Carabinieri che sono giunti a Varigotti. Le hanno fatto un po’ di domande e hanno confermato che quasi sicuramente si è trattato di un tentativo di truffa.

Il ragazzo che diceva di chiamarsi Alessandro aveva più o meno 30 anni, capelli castani e con un accento meridionale. E’ andato via con una macchina grigia/chiara.

Il fatto è avvenuto intorno a mezzogiorno dell’11 gennaio 2008 davanti all’Hotel Saraceno in una Varigotti praticamente deserta.

La prima cosa che a noi famigliari è venuta in mente così come ai Carabinieri, è che si trattato di un tentativo maldestro di raggiro nei confronti di un anziano (per fortuna mia nonna non la freghi tanto facilmente…) però a questo mondo tutto può essere anche che esista veramente un Tobia Molinari.

Francamente penso che la versione della truffa sia l’unica plausibile con l’evolversi di questa storia. E’ molto improbabile se non impossibile che si sia trattato di equivoco bello e buono. Occhi aperti gente!!!

Se qualcuno era dalle parti dell’Hotel Saraceno ieri mattina (11 gennaio 2008), faccia un fischio. Sarebbe molto utile.

:saluto:





23 gen 2008 10:50

il simpaticone sembra aver colpito...


dal secolo xix del 23 gennaio 2008


Albenga. L'amico del figlio era un impostore, anzi un truffatore, e i soldi consegnati dalla ingenua nonnina non servivano per riparare l'auto rimasta in panne, ma si sono volatilizzati nel nulla in compagnia del finto amico. È successo nei giorni scorsi ad Albenga, e a farne le spese è stata un'ottantatreenne che vive in piazza Berlinguer.
L'altra mattina la donna ha sentito suonare il campanello, è andata ad aprire e si è trovata davanti agli occhi un uomo sulla quarantina, vestito in modo impeccabile con tanto di giacca e cravatta. «Sono un amico di suo figlio - ha detto alla nonnina quello che poi si sarebbe rivelato un truffatore - ho avuto un guasto alla macchina e mi servirebbero cinquemila euro per ripararla. Se me li può prestare, appena posso li restituisco a suo figlio».
Visto che l'uomo dava proprio l'impressione di conoscere realmente il figlio, l'anziana signora gli ha creduto e non avendo abbastanza denaro in casa ha deciso di andare in banca e prelevare la somma necessaria per riparare l'auto. Il malvivente l'ha seguita ma una volta davanti all'ingresso si è fermato, dicendo che preferiva rimanere in attesa lì fuori. Uno stratagemma per evitare di essere inquadrato dalle telecamere di videosorveglianza o essere riconosciuto da qualche solerte impiegato.
Prelevato il denaro la donna è tornata dal malvivente dai modi del gentleman e gli ha consegnato la somma. Solo al rientro a casa l'anziana signora ha pensato di avvisare il figlio del prestito concesso al presunto amico, scoprendo che si trattava di un impostore e che quel denaro doveva essere ormai lontano e probabilmente irrecuperabile.
Madre e figlio si sono quindi rivolti ai carabinieri per denunciare l'accaduto, ma nonostante la descrizione fornita dalla vittima per il momento del truffatore sembrano essersi perse le tracce.
I carabinieri invitano a diffidare dachi si presenta alla porta di casa chiedendo denaro in prestito, per investimenti o a qualunque titolo senza presentare un'adeguata documentazione sulla propria identità e sul motivo della richiesta.


24 gen 2008 14:10

digitos ha scritto:il simpaticone sembra aver colpito...


dal secolo xix del 23 gennaio 2008


Albenga. L'amico del figlio era un impostore, anzi un truffatore, e i soldi consegnati dalla ingenua nonnina non servivano per riparare l'auto rimasta in panne, ma si sono volatilizzati nel nulla in compagnia del finto amico. È successo nei giorni scorsi ad Albenga, e a farne le spese è stata un'ottantatreenne che vive in piazza Berlinguer.
L'altra mattina la donna ha sentito suonare il campanello, è andata ad aprire e si è trovata davanti agli occhi un uomo sulla quarantina, vestito in modo impeccabile con tanto di giacca e cravatta. «Sono un amico di suo figlio - ha detto alla nonnina quello che poi si sarebbe rivelato un truffatore - ho avuto un guasto alla macchina e mi servirebbero cinquemila euro per ripararla. Se me li può prestare, appena posso li restituisco a suo figlio».
Visto che l'uomo dava proprio l'impressione di conoscere realmente il figlio, l'anziana signora gli ha creduto e non avendo abbastanza denaro in casa ha deciso di andare in banca e prelevare la somma necessaria per riparare l'auto. Il malvivente l'ha seguita ma una volta davanti all'ingresso si è fermato, dicendo che preferiva rimanere in attesa lì fuori. Uno stratagemma per evitare di essere inquadrato dalle telecamere di videosorveglianza o essere riconosciuto da qualche solerte impiegato.
Prelevato il denaro la donna è tornata dal malvivente dai modi del gentleman e gli ha consegnato la somma. Solo al rientro a casa l'anziana signora ha pensato di avvisare il figlio del prestito concesso al presunto amico, scoprendo che si trattava di un impostore e che quel denaro doveva essere ormai lontano e probabilmente irrecuperabile.
Madre e figlio si sono quindi rivolti ai carabinieri per denunciare l'accaduto, ma nonostante la descrizione fornita dalla vittima per il momento del truffatore sembrano essersi perse le tracce.
I carabinieri invitano a diffidare dachi si presenta alla porta di casa chiedendo denaro in prestito, per investimenti o a qualunque titolo senza presentare un'adeguata documentazione sulla propria identità e sul motivo della richiesta.



...magari ne ha preso spunto...o sto qui conosce ben tanta gente!

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