Articolo pubblicato il 13 aprile su La Stampa in ricordo della morte di Arturo Borbonese
CARTACON 31 SENTIERI
La scoperta delle Manie sui passi di Borbonese
Un anno fa moriva Arturo Borbonese, un «foresto» come ironicamente amava autodefinirsi, che con il suo impegno contribuì a riscoprire e rivalutare lo splendido altopiano delle Manie. Nato a Torino nel 1921, sin da bambino fu un assiduo frequentatore di Varigotti. Negli Anni ‘70 gran parte del tempo libero lo dedicò alla divulgazione delle bellezze ambientali del piccolo borgo e del comprensorio del Finalese. Autore della guida escursionista: «La carta dei sentieri del Finale», riuscì a unire gli aspetti territoriali e ambientali con il soccorso delle persone e la salvaguardia del bosco. Un vero anticipatore della protezione civile. La guida è il risultato di un paziente lavoro portato a termine nelle ore libere e gratuitamente, dove vengono minuziosamente descritti 31 itinerari da percorrere a piedi per un totale di 120 chilometri. Ogni percorso è indicato con segnali colorati di riconoscimento, secondo le norme internazionali, al fine di rendere più facili le passeggiate di migliaia di turisti. A tutto ciò si deve aggiungere l’intelligente sistema di mappatura dell’intero altopiano delle Manie, chiuso tra i comuni di Finale e Noli. La cartina geografica si avvale infatti di un fitto reticolo di lettere e numeri, per consentire agli escursionisti di muoversi tra i sentieri della zona e capire in ogni momento la loro esatta posizione. Così come nel gioco della battaglia navale, 35 N significa che ci si trova in località Terre Rosse; 34 T nella zona di Isasco; 10 AM corrisponde all’area antistante la grotta delle Arene Candide e così via per ogni località dell’altopiano. Ma non basta: Borbonese, grazie al suo intuito, molti anni fa trasformò lettere e numeri della sua carta dei sentieri in coordinate geografiche riferite al sistema E.D.1950, utili e indispensabili per l’intervento di soccorso aereo e in particolare all’elicottero dei Vigili del fuoco.
L’ultima volta che lo sentii fu in occasione del drammatico incendio di tre anni fa, quando le fiamme arrivarono a minacciare l’abitato di Varigotti e distrussero oltre 300 ettari di pineta e macchia mediterranea, colpendo al cuore l’intero altopiano delle Manie. Mi chiedeva cosa si poteva fare per ridare vita al bosco distrutto dal fuoco senza. Non ebbi il coraggio di dire che ferite come quella delle Manie sono presenti ormai in molte località della provincia, senza alcuna speranza di rivedere i boschi immortalati nelle vecchie cartoline degli Anni ‘70.
CARTACON 31 SENTIERI
La scoperta delle Manie sui passi di Borbonese
Un anno fa moriva Arturo Borbonese, un «foresto» come ironicamente amava autodefinirsi, che con il suo impegno contribuì a riscoprire e rivalutare lo splendido altopiano delle Manie. Nato a Torino nel 1921, sin da bambino fu un assiduo frequentatore di Varigotti. Negli Anni ‘70 gran parte del tempo libero lo dedicò alla divulgazione delle bellezze ambientali del piccolo borgo e del comprensorio del Finalese. Autore della guida escursionista: «La carta dei sentieri del Finale», riuscì a unire gli aspetti territoriali e ambientali con il soccorso delle persone e la salvaguardia del bosco. Un vero anticipatore della protezione civile. La guida è il risultato di un paziente lavoro portato a termine nelle ore libere e gratuitamente, dove vengono minuziosamente descritti 31 itinerari da percorrere a piedi per un totale di 120 chilometri. Ogni percorso è indicato con segnali colorati di riconoscimento, secondo le norme internazionali, al fine di rendere più facili le passeggiate di migliaia di turisti. A tutto ciò si deve aggiungere l’intelligente sistema di mappatura dell’intero altopiano delle Manie, chiuso tra i comuni di Finale e Noli. La cartina geografica si avvale infatti di un fitto reticolo di lettere e numeri, per consentire agli escursionisti di muoversi tra i sentieri della zona e capire in ogni momento la loro esatta posizione. Così come nel gioco della battaglia navale, 35 N significa che ci si trova in località Terre Rosse; 34 T nella zona di Isasco; 10 AM corrisponde all’area antistante la grotta delle Arene Candide e così via per ogni località dell’altopiano. Ma non basta: Borbonese, grazie al suo intuito, molti anni fa trasformò lettere e numeri della sua carta dei sentieri in coordinate geografiche riferite al sistema E.D.1950, utili e indispensabili per l’intervento di soccorso aereo e in particolare all’elicottero dei Vigili del fuoco.
L’ultima volta che lo sentii fu in occasione del drammatico incendio di tre anni fa, quando le fiamme arrivarono a minacciare l’abitato di Varigotti e distrussero oltre 300 ettari di pineta e macchia mediterranea, colpendo al cuore l’intero altopiano delle Manie. Mi chiedeva cosa si poteva fare per ridare vita al bosco distrutto dal fuoco senza. Non ebbi il coraggio di dire che ferite come quella delle Manie sono presenti ormai in molte località della provincia, senza alcuna speranza di rivedere i boschi immortalati nelle vecchie cartoline degli Anni ‘70.
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